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Villa Garovaglio Ricci





Di proprietà della famiglia del musicista comasco Francesco Pasquale Ricci (1732-1817) fu adibita a filanda per la lavorazione della seta sino alla metà del XIX secolo.

Grazie anche all’intervento del pittore Ludovico Pogliaghi, l’edificio fu trasformato in villa dall’archeologo Alfonso Garovaglio che la adattò ad ospitare le collezioni di reperti acquisiti durante numerosi viaggi in Italia e in Medio Oriente.

Negli anni egli costituì una sorta di museo dedicato alla storia della civiltà umana dall’età della pietra alla modernità raccogliendo oggetti di uso comune, manufatti artistici e di culto con particolare attenzione all’antico Egitto e alle antichità etrusco-romane che venivano esposte in ambienti appositamente decorati come la Sala Egizia e la Sala Pompeiana.

Alla morte di Garovaglio gli eredi donarono l’intera collezione al Civico Museo Archeologico di Como dove si trova tuttora.

La villa fu acquistata da Ignazio Vigoni nel 1966 e ospita attualmente gli uffici del Centro Italo-Tedesco Villa Vigoni e la sala convegni, fulcro delle sue attività.



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